E' uscito il 12 ottobre, dopo lunghi rinvii, il terzo album di studio per la cantante dell'album con più veloci vendite del mondo, la prima vincitrice di X Factor UK che ce l'ha fatta anche oltre oceano, Leona Lewis e il suo Glassheart.
STANDARD EDITION:
- Trouble: Apre l'album il primo singolo estratto dal progetto ("Collide" è stato declassato come promo single, infatti), recensione più dettagliata qui.
Voto: 7/8
- Un Love Me: La seconda traccia dell'album preannuncia le mode musicali a cui si è adattata la Lewis per aumentare le vendite, che si vedranno poi anche in altri brani del disco. Ballad piacevole e in pieno stile della cantante, dove mette in evidenza le sue capacità vocali soprattutto nel ritornello.
Voto: 7/8
- Lovebird: Il terzo brano richiama invece il periodo d'oro della cantante! Traccia dall'atmosfera di "Spirit" e particolarmente ricordante "Better In Time", soprattutto nei versi principali.
Voto: 7
- Come Alive: La prima traccia innovativa dell'album è sicuramente "Come Alive", scritta da Ina Wroldsen - già scrittrice di Britney Spears, dei One Direction..-, porta un'atmosfera più pop dance e commerciale all'interno del disco, ma pur tenendo alti gli standard della Lewis. Bellissimo e incisivo il bridge finale prima dell'ultimo ritornello.
Voto: 8+
- Fireflies: Scritta e prodotta da Craigie Dodds, già produttore della compianta Amy Winehouse, riporta la calma nell'album. Una calma che ricorda un po' la nascita di Simba all'inizio del Re Leone a causa di quei coretti per tutto il brano. Buoni vocals finali.
Voto: 7/8
- I To You: E arriviamo alla metà dell'album, con uno dei pezzi migliori del progetto. "Cosa sono io per te?" chiede la Lewis nel ritornello, implorando quasi. La traccia, coscritta dalla Sandé, mostra un nuovo lato della potenza vocale della cantante. Ottima traccia.
Voto: 8/9
- Shake You Up: Ed arriviamo alla più sperimentale del cd. Ricorda vagamente la musica pop dance anni '80, scritta da Rodney Jerkins (già autore per Michael Jackson, Whitney Houston, Nelly Furtado..). Forse la meno riuscita dell'album.
Voto: 7
- Stop The Clocks: Ecco invece la più leggera dell'album. "Stop The Clocks", prodotta da Fraser T. Smith, l'uomo dietro a "Set Fire To Rain", di Adele. Vocals ottimi a fine brano, ma non convince pienamente e lascia un po' di amaro in bocca.
Voto: 6+
- Favourite Scar: E arriva finalmente il tocco di Ryan Tedder, fedele collaboratore della Lewis e, secondo me, il miglior compositore in circolazione della musica pop. La sua presenza manca un po' per tutto il disco, riducendosi a due tracce - "Favourite Scar" e la title-track "Glassheart" -; sicuramente una delle più riuscite dell'album.
Voto: 8/9
- When It Hurts: Poteva essere la "Broken" o la "Alive" dell'album, come è stato nel suo precedente lavoro 'Echo', ma la Lewis ha deciso di darle un ritmo più frizzante e a tratti soft rock. E' stata una scelta legittima? Io non penso. Comunque piacevole.
Voto: 7/8
- Glassheart: Ed eccoci arrivati alla title-track dell'album. Scritta dalla Lewis, Brent Kutzle e il suo compagno di band, Ryan Tedder, e prodotta da DJ Frank E, un hit-maker per eccellenza. Ha tutte le credenziali per essere una smash-hit - perfino il ritmo dance che va di moda oggi -, diventerebbe un perfetto secondo singolo. Testo da paura!
Voto: 9
- Fingerprint: Scritta da Laura Pergolizzi, "Fingerprint" è sicuramente il cuore dell'album. Vocals eccezionali, testo che toglie il fiato e base melodica e strappalacrime. L'unica traccia che ricorda le emozioni trasmesse dalla Lewis nei due precedenti lavori.
Voto: 9/10
IN GENERALE:
Concluso l'ascolto di "Glassheart" si rimane un po' coll'amaro in bocca. "Dov'è la passione di Bleeding Love? E la dolcezza spensierata di Whatever It Takes? E il dolore di Broken?" sono molti i punti mancanti del progetto, confrontandolo ai due lavori precedenti. Molto sperimentalmente, la Lewis cerca di accaparrarsi un nuovo pubblico e, allo stesso tempo, sta cercando di non deludere i critici come fece (ingiustamente) con Echo, il suo lavoro più riuscito.
Riuscirà a spuntarla ancora una volta? Sì, l'album è buono. Non come quelli a cui ci aveva abituato, ma comunque un bel lavoro.
(La standard edition contiene anche la versione di "Trouble" col rapper Childish Gambino.)
Voto in media: 8

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